RI(PER)CORSO

Corso, percorso, ricorso, ripercorso, sono tutti termini che possono assumere significati differenti, Ad esempio corso puo’ essere usato come aggettivo (della Corsica), sostantivo o verbo. e cosi’ gli altri, ricorsi storici, ricorsi giuridici, assumono significato compiuto nell”ambito del contesto usato nella comunicazione verbale. In questo caso, il dipinto si sostituisce alla comunicazione verbale e la presenza della strada e di una citta’ suggeriscono che i termini usati nel titolo vanno interpretati come un percorso da seguire. Un percorso che e’ ripetuto, ricorso, e poi ancora ripercorso. Insomma si insinua un’idea di ripetitività di un’azione, che diventa abitudine. Come ad esempio la strada alla solita ora che si ripete ogni mattina per andare al lavoro, A questo punto tutto ciò’ che ci circonda lungo il tragitto diventa noto, poi col tempo sempre più indifferente ed insignificante fino a diventare quasi assente. La strada perde significato, guardiamo dritto davanti a noi, solo per non scontrarci, il resto perde importanza, anche il cielo perde la sua immensità, ne rimane solo uno spicchio, Questo voglio significare con questo dipinto? non potrebbe invece essere altro, tipo uno stato reale anzichè mentale? Molte delle nostre citta’, dopo essere state percorse per decenni, per secoli da moltitudini di persone, perdono i pezzi man mano che passa il tempo, prive come sono di adeguata manutenzione e a causa di calamita’ costanti e diffuse nel nostro paese? Ed anche la natura, il cielo subisce lo stesso inquietante destino e ne perde perfino i pezzi lasciandoli cadere in strada? Estendendo il concetto, non potrebbe invece riferirsi ad uno stato di degrado di tutta la nostra civilta’ occidentale? O potrebbe essere anche qualcosa di differente a cui non ho pensato? Sicuramente si, in fondo i quadri sono come le nuvole, se ti fermi ad osservarli attentamente ognuno vede cio’ che la mente decide di vedere. A tutto questo ho pensato mentre dipingevo? potrebbe essere invece che consapevole del fatto che ogni lavoro artistico crea suggestioni individuali, io ho seguito solo un’idea di forma e ho inserito stoffe ritagli, ho dipinto uno dei miei soggetti consueti, incurante di qualsiasi significato e solo a lavoro ultimato ho cercato plausibilita’ nei segni tracciati attraverso un titolo confezionato ad arte per dare un senso? O potrebbe essere che tutto e’ dentro di noi, ho lasciato libera la mano di seguire un percorso alla stregua dei bambini, che quando disegnano, disegnano le loro angosce o paure di cui a volte non sono neppure consapevoli? Io francamente non lo so, forse di tutto un po’, o forse e’ solo il caldo di questi giorni che mi ha cotto il cervello e mi ha fatto dipingere a questo modo il quadro e scrivere queste (troppe) parole. Mi consolo, il caldo puo’ fare di peggio.

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