SmartArt N. 9 – introduzione alla storia dell’arte.

Buongiorno a tutti. Per consuetudine si intende storia dell’arte non la storia di tutte le arti, ma solo di alcune, vale a dire delle arti plastiche, cioè pittura, scultura ed architettura. Teniamo sempre ben presente che quando ci riferiamo alle arti plastiche (non solo a quelle, ma d’ora in poi ci riferiremo solo a quelle) e cerchiamo di scriverne la storia, lo facciamo unicamente col senso che attribuiamo oggi all’arte, col giudizio di oggi e con la consapevolezza che quelli che per noi oggi sono i capolavori del passato, al tempo della loro realizzazione, nella maggior parte dei casi, non erano nemmeno considerati opere d’arte. Teniamo presente inoltre che, se il più antico reperto d’arte fino ad oggi scoperto, vale a dire graffiti in sud Africa risalenti a circa 73.000 anni fa, noi siamo in grado di scrivere una storia sufficientemente circostanziata, solamente degli ultimi 500/600 anni. Consideriamo inoltre che per storia dell’arte, noi intendiamo esclusivamente quella che riguarda la nostra cultura occidentale, quindi, quella creata soprattutto in Europa, nel bacino del mediterraneo fino alla caduta dell’impero romano d’occidente (V° sec.), quella di una parte di medio oriente fino alla caduta dell’impero romano d’oriente (xv° sec.) e quella del nord America a partire soprattutto dal XX° secolo. Potremmo paragonare la storia dell’arte, ad un iceberg, dove la parte visibile e’ costituita principalmente dall’arte che parte dal XV° secolo, la restante parte visibile e’ quella che conosciamo dei millenni precedenti, e la parte sommersa e’ quella che ci e’ totalmente sconosciuta, perchè andata distrutta o irrimediabilmente danneggiata o magari non ancora scoperta. L’arte, per un lunghissimo periodo, ha avuto tutt’altra funzione rispetto a quella che noi le attribuiamo oggi, all’epoca degli Egizi, per esempio, sostituiva la scrittura, tanto a diventarne essa stessa scrittura. La pittura, era una semplice comunicazione che accompagnava la vita del Faraone nel passaggio tra la vita e la morte. I loro sarcofagi, le piramidi, le sfingi erano tutte opere che conservavano lo spirito del faraone, quindi realizzate con l’unico fine mistico religioso. Noi oggi le valutiamo in maniera completamente diversa e le giudichiamo secondo concetti estetici che a loro non interessavano. Lo stesso si puo’ dire per le molte civiltà ed epoche del passato. Fino al XV°- XVI° secolo gli artisti non esistevano, erano solamente dei bravi artigiani che eccellevano in certi manufatti, tutto ciò che richiedeva manualità, era visto sempre come un’attività che non elevava socialmente e dunque non meritevole di essere menzionata, al massimo, nei casi veramente eccezionali, l’esecutore di tali lavori, raggiungeva una discreta fama che gli permetteva di ottenere ulteriori commissioni e quindi una certa tranquillità economica, niente di piu’. Per queste ragioni noi non conosciamo nulla degli artisti dell’antica Roma e di quasi tutto il medioevo. Unica eccezione, in epoca greca i grandi artisti sono menzionati in documenti che sono arrivati fino a noi, ma, ironia della sorte, nella maggior parte dei casi non ne sono arrivati i lavori, tranne, in alcuni casi, copie di epoca romana. Dobbiamo inoltre considerare che, un tempo, siccome molte opere d’arte non erano considerate tali, quelle più vecchie (antiche), potevano venire distrutte per essere sostituite con altre più alla moda, oppure, semplicemente, per riutilizzarne i materiali. E’ successo con quasi tutte le sculture di bronzo del mondo antico ed anche col colosseo, che, nel medioevo venne in parte demolito per riutilizzarne i mattoni. Ad Altri edifici invece, veniva cambiata funzione ed utilizzo ad esempio, il Partenone nel XVII° secolo, quando Atene era un possedimento veneziano, fu utilizzato come polveriera, deposito di polveri da sparo. Durante un assedio ad opera dei Turchi fu centrato da una cannonata che lo distrusse in parte. Nei primi secoli del cristianesimo, tutto ciò che somigliava anche solo vagamente ad un idolo pagano, veniva distrutto. Ecco perchè non esiste nulla della pittura e della maggior parte delle sculture in marmo dell’antica Grecia, se non copie romane che si sono salvate unicamente per il fatto che erano conservate in ville private. Anche tutta la pittura romana ha fatto la stessa fine ed e’ solo grazie all’eruzione del Vesuvio del 76 D.C. che un patrimonio di incomparabile bellezza e storia rappresentato da Pompei ed Ercolano, ha potuto conservarsi per millenni e giungere fino a noi. In tutte le epoche, compresa la nostra,sono state cancellate opere d’arte di valore inestimabile, basti pensare ai danni incalcolabili della seconda guerra mondiale. Potrei continuare per pagine e pagine e non farei che raccontare una minima parte del patrimonio che abbiamo perso. Naturalmente non solo dal punto di vista prettamente artistico, ma da quello della cultura, della nostra storia, della conoscenza di noi stessi. Con quello che e’ arrivato a noi, gli storici, tra mille dubbi, dilemmi ed enigmi, grazie a rari documenti, molto grazie all’intuito ed alla deduzione e tantissima pazienza e lavoro, hanno elaborato la storia dell’arte, che, per cio’ che riguarda il passato, lascia abbondanti margini di riscrittura, mentre per quanto concerne il presente, se pur oggetto di discussione, e’ abbondantemente documentata. E’ innegabile comunque che in mezzo a tutto questo, si possano registrare molti punti fermi, quelli che nei prossimi appuntamenti andremo a ripassare.
Buona giornata a tutti, Alfredo.

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