SmartArt N. 10 – il cammino dell’arte. –

Buongiorno a tutti.
Gli artisti hanno guardato il mondo in tre modi diversi:
con occhio oggettivo, con occhio interiore, con occhio astratto. Nel primo caso ci hanno restituito una rappresentazione classica o realistica del mondo, nel secondo caso ce ne hanno restituito una simbolica, nel terzo caso una totalmente immaginaria senza nessun riferimento al reale. I primi due modi di vedere sono quelli che hanno caratterizzato la stragrande maggioranza della storia dell’arte; per lunghi periodi ha prevalso uno per altri ha prevalso l’altro; a volte, hanno convissuto nella stessa epoca, soprattutto nel XX° secolo. Il terzo modo e’ tipico dell’arte orientale (gli arabeschi) e di certa arte contemporanea.
In pratica, nella costruzione dell’immagine, gli artisti hanno dato maggiore importanza alla percezione, all’interpretazione o all’invenzione.
L’arte antica fino al V° sec. A.C. e’ simbolica, da quel momento, per mille anni, fino alla caduta di Roma V° sec. D.C. e’ classica, per tutto il medioevo torna ad essere simbolica, dal rinascimento, XV° secolo, fino alla fine del XIX° ritorna classica e dal XX° secolo e’ classica simbolica ed astratta. A partire dal prossimo appuntamento approfondiremo questi modi di intendere l’arte.
Quello che si evince da quanto esposto, e’ soprattutto l’idea di un percorso ciclico dell’arte; cioe’ dall’inizio della sua storia (l’arte) ha avuto un andamento non di continua e costante crescita, come si sarebbe erroneamente indotti a pensare, ma un andamento in cui, ad un certo punto, ritorna sui suoi passi e ricomincia, prende una strada parallela ed avanza per tornare a fermarsi un po’ piu’ avanti di prima e poi ricominciare il ciclo. Perche’ questo moto bizzarro di procedere?
Bisogna considerare che l’essenza dell’arte risiede soprattutto nella creatività’ e nella manualità dell’artista. Creatività e manualita’ non crescono progressivamente col trascorrere dei secoli. Possono avere nuovi e diversi stimoli, ma di fatto il meglio che possiamo ottenere da una pittura o una scultura oggi, non e’ qualitativamente superiore a quello che ottenevano i nostri antenati 500 o 2500 anni fa, puo’ essere solo diverso. Le tecnologie, soprattutto in pittura e scultura non hanno prodotto strumenti rivoluzionari, si dipinge con colori e pennello oggi come lo si faceva un tempo e si scolpisce con martello e scalpello allo stesso modo. Quindi una scultura di Lisippo o Policleto nel V° secolo A.C. raggiunge una perfezione stilistica ed un valore estetico che a tutt’oggi può essere al massimo eguagliata. Cosi’ come un dipinto di Raffaello o di Caravaggio. O una cattedrale romanica, gotica o barocca. L’arte di conseguenza, nel suo lungo cammino, si accorge che oltre un certo limite non può andare. Come fa uno scultore al tempo di Michelangelo a proseguire ed andare oltre la strada tracciata da Michelangelo? Come può misurarsi e superare opere di squisita fattura e poesia rappresentate dal David o dalla Pietà? Non può. L’unica maniera e’ aggirare l’ostacolo, cambiare strada. Per questo l’arte, tante volte lungo il proprio cammino si e’ trovata di fronte vette insuperabili, oppure si e’ accorta che aveva già detto tutto riguardo un dato argomento, di conseguenza ha cambiato strada. Molto spesso si è tornati indietro e si e’ ripescato dal passato un nuovo modello da cui ripartire e intraprendere un nuovo viaggio. Questo e’ quello che e’ successo anche alla fine del XIX° secolo. Quella volta pero’ qualcosa e’ cambiato. Alcuni artisti ripescando dal passato, hanno intrapreso un nuovo straordinario percorso di arte simbolica attinta dalle origini dell’arte, (Matisse, Chagall e Picasso); altri (De Chirico) hanno fatto la stessa cosa sul versante classico ripescando soprattutto dal mondo antico greco e romano; ma a questi si e’ aggiunta la novità più sorprendente, il percorso intrapreso da kandinskij teso ad inventare un nuovo linguaggio artistico per portare l’arte non piu’ a guardare al suo esterno e a cercare di imitare o interpretare il mondo, ma a guardare unicamente a se stessa, a farsi regole proprie, con forme proprie. Veniva inaugurata la strada dell’astrattismo, quella della ricerca dell’essenza dell’arte; una assoluta novita’ per l’occidente ma una strada già solcata all’alba del medioevo nel mondo orientale attraverso quel tipo di pittura ricco di intrecci che noi chiamiamo arabeschi.
Buona giornata a tutti, Alfredo.

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