SmartArt N. 13 – Un’eccezione nell’arte Egizia –

SmartArt N. 13 – Un’eccezione nell’arte Egizia –

Abbiamo parlato nei due precedenti post dei rigidi schemi che hanno dominato l’arte dell’antico Egitto ininterrottamente per circa 3000 anni. Ma abbiamo concluso il post precedente, parlando di un’eccezione. Successe intorno al 1350 A.C. durante il regno di Amenofi IV appartenente alla XVIII° dinastia, padre di Tutankhamon. Questo re, sconvolse l’intero mondo Egizio, imponendo una nuova religione monoteista, ed abbandonando l’antico culto politeista. Il nuovo Dio da adorare era il sole, Aton, ed in suo onore si fece chiamare Ekhnaton. Fondo’ una nuova capitale che chiamo’ Akhetaton lontana dalle minacce dei sacerdoti dell’antico culto. Pochi anni dopo la sua morte pero’, fu considerato un eretico e tutto ritorno’ come prima, fu reintrodotta la vecchia religione politeista ed il suo nome fu cancellato dalla storia dei re, tutti i monumenti a lui dedicati furono distrutti e si sarebbe persa ogni sua traccia se alla fine del XVIII° secolo non fossero venuti casualmente alla luce i resti di quell’antica capitale da lui fondata. Si scoprì così che anche l’arte ebbe una grande trasformazione durante il suo regno. Non sono state trovate pitture che sicuramente sono andate distrutte ma bassorilievi e sculture. Queste denotavano sostanziali novità sia formali che di contenuto; innanzitutto le immagini che raffiguravano il faraone, pur senza abbandonare certe caratteristiche simboliche come il profilo con l’occhio rappresentato per intero e la visuale del busto ruotata per mostrare entrambe le braccia, presentavano la grande novita’ di essere quasi dei ritratti, cercando di cogliere la somiglianza con il volto reale del faraone. Non solo, un bassorilievo lo raffigurava in un quadretto intimo famigliare, con in braccio un figlio e di fronte la moglie Nefertiti, a sua volta pure lei con un altro figlio in braccio. Continuando ad osservare il bassorilievo si vede inoltre che entrambi i piedi, per la prima volta, sono raffigurati in maniera corretta. Anche nella tomba di Tutankhamon sono stati trovati analoghi bassorilievi. Quello postato mostra una scena simile a quella esaminata in precedenza riferita al padre, una scena domestica, in cui in atteggiamento rilassato e sguardo amorevole, il re, come un comune mortale, viene accarezzato dalla moglie. Questo fatto e’ in totale antitesi con l’arte egizia precedente e con quella successiva alla sua morte e molto piu’ rivoluzionaria di quanto non appaia. L’arte simbolica egizia conosciuta si presentava attraverso stereotipi, archetipi in cui la figura umana era simbolo di tutta l’umanità, qui invece, per la prima volta nella storia dell’arte, si coglie l’aspetto sentimentale e traspaiono affetto, amore, dolcezza. Il re non è piu’ rappresentato in veste divina, in posa rigida, altezzosa, superiore e distante, ma tutt’altro, appare come qualsiasi comune mortale nelle situazioni piu’ intime. Addirittura seduto ed in pantofole come potremmo dire oggi, e’ un messaggio di una modernità sorprendente. Io, onestamente, non ricordo in tutta la storia dell’arte, raffigurazioni di reali in atteggiamenti umili e familiari. Gli storici che hanno studiato questo monarca, si dividono, chi lo ha esaltato e chi lo ha considerato un pazzo. Tutto questo, pero’, ebbe una durata di poco piu’ di una generazione, alla morte di Amenofi IV, nel giro di alcuni decenni, si provvide a restaurare i vecchi sistemi e tutto tornò come prima. Rimane pero’ questa parentesi, e, attenendoci esclusivamente al livello artistico, fu una meravigliosa e sorprendente parentesi aperta e chiusa oltre 3000 anni fa. Voglio aggiungere una nota storica riguardante questo monarca. Tra i geroglifici tradotti, e rinvenuti in questo sito, uno in particolare mostra incredibili analogie con un passo della Bibbia, quello che si riferisce a Mosè. Senza dilungarmi troppo, gli storici concordano nel ritenere plausibile che Mosè possa essere stato tratto in salvo neonato dalle acque del Nilo, da una delle figlie di Amenofi IV, che poi lo allevò presso la corte faraonica. Da studi incrociati con altri testi si pone la nascita di Mosè proprio nel periodo di regno di Amenofi IV. Inoltre e’ stato riscontrato che “l’inno al Sole” di Akhenaton e’ sorprendentemente simile al salmo 104 della Bibbia che esalta la gloria di Dio. Nel 1945 uno scrittore finlandese, Mika Waltari dedicò a questo re un bellissimo romanzo storico, da cui, nel 1954, fu tratto un altrettanto meraviglioso film, entrambi dal titolo, “Sinuhe l’egiziano”.
Un caro saluto a tutti, Alfredo

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