SMARTART N.36 – L’ARCHITETTURA GOTICA IN ITALIA –

SMARTART N.36 – L’ARCHITETTURA GOTICA IN ITALIA –

Buongiorno a tutti. Come precedentemente detto, lo stile gotico, o meglio l’architettura gotica arriva in ritardo in Italia e quando arriva, lo fa in maniera differente rispetto a tutti gli altri paesi europei ed in particolare alla Francia, dove questo stile è nato nella prima metà del XII secolo. Sono diversi i motivi per cui il gotico faticò ad imporsi nel nostro paese. Il primo è sicuramente dovuto al fatto che la tradizione legata alla forma architettonica dei secoli precedenti era fortissima in Italia, molto più che altrove, in quanto gli stili paleocristiano, bizantino e poi romanico sono stati fondamentali e sono stati modello di imitazione per tutta Europa. Il secondo motivo è che questo nuovo stile venne introdotto in Italia dai monaci benedettini cistercensi, i quali pur accettando, per le loro cattedrali, forme architettoniche gotiche, le adottarono in maniera molto più sobria secondo il programma di severa umiltà conventuale formulato dal fondatore dell’ordine, Bernardo di Chiaravalle. L’edilizia cistercense conservò sempre, quindi, un carattere disadorno e scarno, arcaico, molto lontano dalle complesse e ricche elaborazioni riscontrabili nelle cattedrali dell’Ile de France. I primi complessi monastici cistercensi si svilupparono soprattutto in Toscana e nel Lazio. Possiamo ricordare, a tal proposito, l’abbazia di San Galgano, in provincia di Siena, è famosa in quanto e’ semidiroccata, ci rimangono la facciata e le pareti perimetrali, mentre sono crollate le volte, per cui ci viene restituita un’immagine quanto mai spettrale ed inquietante, perfettamente in linea con l’idea gotica letteraria che ci viene tramandata da oltre due secoli. Archi a sesto acuto ed ogive, tipiche del gotico ed usate dai cistercensi, furono elementi utilizzati anche dai due ordini mendicanti che si andarono formando ai primi del ‘200, francescani e domenicani, per cui le loro cattedrali rientrano nello stile gotico, anche se spesso sono mischiate ad elementi romanici. A differenza di quelle cistercensi, sono caratterizzate da un’unica navata, come ad esempio nella basilica superiore di San Francesco d’Assisi, nella quale un unico ed ampio vano luminoso si prospetta all’entrata, un vano utile alla predica ed alla parola secondo la concezione francescana, più che alla meditazione indotta dalla penombra delle chiese nordiche. Alcuni elementi tipici dello stile gotico, quali i rosoni centrali, gli archi a sesto acuto, o le volte a costoloni, si erano visti sul territorio italiano in anticipo rispetto alla Francia, già durante il romanico, in quanto retaggio derivato dalla cultura araba presente soprattutto in Sicilia. Quindi il loro utilizzo in un’epoca successiva non costituì una novità, invece non entrò nello stile italiano lo sviluppo verticale delle cattedrali, che risultarono di conseguenza più basse, così come non furono colte le tendenze ornamentali delle guglie e dei pinnacoli e l’alleggerimento delle pareti per lasciar posto alle ampie e coloratissime vetrate, che da noi risultarono impiegate molto meno frequentemente e in dimensioni ridotte. La nostra cultura e tradizione preferiva le pareti spoglie o dipinte ad affresco. Anche gli archi rampanti sono quasi del tutto assenti nelle nostre basiliche, così come le torri campanarie laterali. Ne consegue, quindi, che lo stile gotico, nel nostro paese, è caratterizzato da alcuni elementi tipici di questo stile, soprattutto archi acuti e volte ogivali, inseriti in elementi romanici, quindi nei vari territori italiani si assistette ad una diversificazione consistente di forme già viste col romanico, in cui il nuovo stile si inseriva in continuità con quello precedente. Avremo così che lo stile gotico a Firenze, di cui un bellissimo esempio è rappresentato dalla chiesa di Santa Maria Novella, inserisce gli elementi gotici sopra elencati e mantiene una struttura caratterizzata da marmi bicromi ed una decorazione geometrica della facciata, come abbiamo visto nel romanico di quei territori. Oppure la basilica di S. Antonio a Padova, ripropone la romanica facciata a capanna con portali a sesto acuto e cupole tipiche del romanico veneziano. O il duomo di San Giorgio a Ferrara, tipico edificio in parte romanico ed in parte gotico. Discorso a parte bisogna invece fare per il duomo di Orvieto. In questo caso assistiamo ad un equilibrio e ad una unità di stile sorprendenti, tanto che probabilmente, per la facciata, possiamo parlare della perfezione assoluta di tutta l’architettura gotica italiana. In questo caso ci avviciniamo maggiormente allo stile nordico, soprattutto nelle strombature dei portali, nelle cuspidi aguzze, nelle guglie ornate di foglie rampanti e nei bassorilievi e statue. Purtroppo, invece, le pareti della facciata dipinte ad affresco, che ne rappresentano una caratteristica, sono di epoca moderna, anche se risultano progettate fin dall’origine.
Il monumento Italiano più vicino come stile al gotico nordico è sicuramente rappresentato da una delle basiliche più maestose dell’intera cristianità, vale a dire il duomo di Milano. Ma questo edificio di chiaro stampo gotico, iniziato nel 1386 e terminato nel 1932, non può definirsi esempio di purezza architettonica visti i vari interventi che si sono succeduti per un periodo così lungo di tempo, tuttavia le caratteristiche portanti, rappresentate dalle numerosissime guglie, dagli archi rampanti e dalle finestrature, sono di chiaro stile gotico. In definitiva, tutti o quasi tutti i monumenti gotici, siano essi italiani che europei, hanno subito numerosi interventi succedutisi in epoche differenti, che nella stragrande maggioranza dei casi, hanno apportato numerose varianti ai progetti originari, sia perchè l’alternarsi degli architetti spesso portava a delle varianti, sia perchè, cosa alquanto frequente, a volte il progetto iniziale, dal punto di vista pratico, risultava irrealizzabile, sia per mancanza di fondi e quindi bisognava ridimensionarlo. Ne consegue quindi che l’unità e l’armonia stilistica raramente è riscontrabile in ogni parte di questi edifici. Un classico esempio di quanto appena detto può essere rappresentato dalla più famosa cattedrale in stile neo-gotico tuttora in costruzione, la Sagrada Familia a Barcellona. Questa basilica, progettata da Antoni Gaudì ed iniziata nel 1882, in epoca in cui lo stile gotico era da secoli stato sostituito da nuovi stili, ma che nell’ottocento ebbe nuova vita, ha visto nell’arco di quasi un secolo e mezzo il succedersi di vari architetti, i quali ignoravano il progetto definitivo di Gaudì, in quanto questi morì improvvisamente nel 1926 per un incidente stradale (fu investito da un tram). I vari architetti hanno cercato di dare continuità all’edificio ed il risultato, ormai prossimo alla conclusione, appare quanto mai armonico ed originale, anche se non sapremo mai quel che Gaudì aveva in mente, certi comunque che una mente particolarmente visionaria come la sua ci avrebbe sicuramente riservato qualche sorpresa.
Un caro saluto a tutti, Alfredo.

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