Le figure femminili

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Le figure femminili

Le figure femminili hanno rappresentato una costante nei miei lavori fino a qualche anno fa. Più propriamente pero’ definirei  che ho dipinto modelle, bellissime, in pose ed atteggiamenti studiati, modelle da copertine patinate di riviste settimanali o di gossip. Mai in atteggiamenti quotidiani, o banali,  le ho ritratte sempre in atteggiamenti da star del cinema,  come se fossero alieni non appartenenti alla nostra società. Con sguardo superficiale, non si fa caso alla critica di fondo che ho voluto sottolineare con questi dipinti. Non e’ una critica al mondo femminile, ma a tutta la nostra cultura, dove il senso dell’apparire, dell’aspetto esteriore, sembra essere il valore dominante, che ha sostituito valori ben piu’ profondi. Queste figure appaiono solitarie, mai comunicative, che si rapportano unicamente con la propria immagine riflessa, (nel quadro che ho qui postato la modella e’ ritratta frontalmente ma anche con la propria immagine riflessa di spalle). La nostra opulenta e decadente società vive nell’ immagine di se stessa, dove a tutti i livelli, la cura del look è l’aspetto fondamentale per rapportarsi con gli altri. Politici, giornalisti, uomini e donne di cultura, dello sport, curano prima di ogni altra cosa l’aspetto da mostrare al pubblico, che pare essere il valore determinante per far presa nella nostra società.

11 Comments

  1. alessandro celli ha detto:

    Bruno Munari affermava : “complicare è facile, semplificare è difficile. ”
    Questo tua Tua semplicità, caro Alfredo, è un sano ritorno all’essenza della pittura.
    Con stima.
    Alessandro

    • AlfredoPini ha detto:

      Grazie Alessandro, soprattutto per la citazione di Munari, che mi dà lo spunto per una riflessione. La sincerita’, soprattutto nelle proprie idee, e quindi l’onesta’ e la consapevolezza dei propri pregi e difetti, dei propri limiti , della consapevolezza di essere quel che sei, sembrano oggi illusioni, tutti pronti a mascherarci, a voler sembrare altro, a barare., a complicarci la vita appunto. Riuscire ad essere coerenti con noi stessi e’ il compito piu’ arduo. Quando impari tutto ti sembrerà più facile,

  2. alessandro celli ha detto:

    Oggi gli Artisti cercano di stupire con effetti speciali, ma la semplicità è la più grande forza in un Artista.

  3. AlfredoPini ha detto:

    vero, un’opera d’arte deve svelare ma allo stesso tempo celare. A mio avviso deve comunicare non in maniera diretta, deve porre degli interrogativi, deve comunicare attraverso metafore che possano essere interpretate in maniera sempre nuova per continuare ad essere viva. Se e’ troppo comunicativa allora e’ troppo diretta ed esaurisce subito la sua carica artistica. Pensiamo ad esempio a certe opere iperrealiste , il più delle volte giocano solo sul fattore del funambolismo tecnico, ma non comunicano altro che l’immagine riprodotta. Se invece punta sullo stupore, allora non la finiamo più, giochiamo a chi riesce ad essere più stravagante. L’arte e’ un’altra cosa, molto più raffinata e colta, A tal proposito vorrei citare un’opera di uno dei più consacrati artisti mondiali: Maurizio Cattelan e la sua celeberrima scultura della mano col dito medio alzato posta davanti alla sede della borsa a Milano. A parer mio il significato di tale opera in quel luogo e’ assolutamente evidente e scontato, non pone nessun tipo di interrogativo sul significato, che non può che essere per tutti lo stesso, vale a dire chi entra in quel luogo stia pronto a prenderlo nel… . Allora, mi volete spiegare che differenza c’e’ tra quest’opera ed una comunicazione verbale diretta? Dov’è l’arte? forse il coraggio e la sfacciataggine di aver realizzato un’opera che comunque fa sorridere più’ che scandalizzare?

  4. alessandro celli ha detto:

    Ritengo siano modalità differenti di rappresentare arte, che rimane comunque comunicazione.

  5. Paolo Piergiovanni ha detto:

    Buongiorno a Tutti
    Concordo con Gian Ruggero Manzoni che recentissimamente ho ascoltato ed ha definito Cattelan un sociologo, non un artista
    Come tale (sociologo… appunto) “palesa” senza tanto merito, diciamo … ma con buona dose di furbizia massmeditica

    L’opera di Pini può far sorridere, meditare, incupirsi o gioire … come e perchè è il mistero dell’Arte, il suo segreto e la sua magia che si cela nell’animo dell’Artista Vero

  6. Alfredo Pini ha detto:

    e’ sempre un piacere leggerti carissimo Paolo, grazie

  7. Cesare Ghiselli ha detto:

    se il semplice impegno sociale costituisce il contenuto dell’opera di un artista,propongo di arricchirlo anche con intelligenti discorsi metafisici ,poi altri di religione altri di antropologia e così via .Ma questa diverrebbe il modo di esprimersi di un oratore, o certamente di una persona davvero.astuta-Fare arte significa invece essere onesti e utilizzare la capacità(se la si possiede)di cercare la forma equivalente ,analogica,(,molte volte nata da una intuizione ) di quello che si percepisce in modo spesso oscuro Faccio precedere queste parole da un FORSE perchè sono vecchio ma non ancora depositario di verità

  8. AlfredoPini ha detto:

    Grazie Cesare per questa precisazione. In effetti, l’arte e’ si comunicazione, ma e’ soprattutto forma. Ed e’ proprio la storia ad insegnarcelo, la Gioconda, forse il quadro più famoso nella storia dell’arte, e’ il ritratto di una donna, si e’ ricamato all’infinito sul suo sorriso ed i suoi enigmi, in realtà sono le rivoluzioni formali che ne hanno fatto un capolavoro. Da quel quadro e’ cominciata l’arte moderna, dal famoso “sfumato” di Leonardo. E Picasso con Guernica, E’ un quadro che denuncia i soprusi della guerra, Ma e’ la rivoluzione formale ad averlo reso unico. Per non rimanere nell’ambito della pittura, pensiamo alla musica, ed esempio ai Beatles, le loro sono solo canzonette, ma che canzonette, e’ l’invenzione formale della loro musica che li ha resi mitici.

  9. Cesare Ghiselli ha detto:

    prova a dire NO con diversi toni:: noterai che sono comunicazioni diverse nel contenuto-tutto dipende dal modo con cui ci si esprime-un contenuto di valore artistico dipende dalla capacità di utilizzare le parole (la forma) personale,coerente,che diventa immagine senza forzature intellettuali estranee alla fantasia E ricordiamoci che furono i genitore (la tradizione artistica) a insegnarci ad esprimerci.A noi ( aspiranti) artisti il compito di esprimerci tenendone conto ma anche di essere nuovi e personali , di non dire il già detto Un poco verboso, ma poi ho detto la mia su quanto conta il modo della comunicazione

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